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martedì, 26 febbraio 2008

..E per dirti che, mi son piaciute
le tue galline che volano sull’albero

E la Faraona con le ali mozzate
che non pesano piu
come quelle di una volta.

E la pancia del pinguino
che mangia soldi
ma solo se avanzati o dimenticati
accanto alla biblioteca
multistrati in finto legno
nature ingannate che si incontrano.

E l’invidia nella testa di gente piccola
che respira i veleni di non essere
riconosciuta, osannata
mentre il mondo predica
dappertutto sei grande Baby
oppure sei nessuno, crepa.

E ormai non trovo più
il tempo di leggere, o di ascoltare
e dunque non so cosa scrivo
non so cosa dicono
scrivo pagine che
diranno era meglio prima
mi piaceva di più quando
ma questa non sembra poesia
pero’ neanche un quasi racconto
allora cos’è non capisco
forse il nocciolo
di un dattero fresco,
con tutti i suoi filamenti
per viaggiare.

No guarda, adesso non mi puoi dire
che lasci così senza finire
pensa alle macchine di Leonardo
alla sabbia bagnata
quando sollevi le pietre nel sottobosco
Vuoi l’humus?L’Hybris?
ay, guapa, estoy cansado,
desculpe.

postato da linodigianni alle ore 06:39 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie, scrittura, vento stretto


venerdì, 25 gennaio 2008

Nelle preghiere a mente fredda
e bocca chiusa
nella vasca all’ombra venne su
il basilico
e sotto i piccoli venti
un po’ di mare salì
sulla mia schiena
cosicchè con la zappetta
tolsi appena un poco di
terraglia
prima di seminarmi,
qui.

postato da linodigianni alle ore 18:20 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie, vento stretto


domenica, 20 gennaio 2008


Quello che videro, furono le braccia
coperte da uno scialle di lana
incrociate , distratta
rincorsa di volo.

Staccarono petali, sbocciò
una corolla, i capelli tornarono grigi
il profumo neonato:
e un passetto spostamento
e un moto dei fianchi
aperta al sorriso.

Atollo vulcano

Ti tengo, vicino, per mano
ti abbasso la testa
ti sciolgo le corde:
io pitone nel cesto,
tu flauto
io concluso nel suono
Asfodelo, amaro succo
me intriso.

postato da linodigianni alle ore 21:12 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, 01 dicembre 2007

Di tutta questa città, non vedo che
la cassa di un supermercato, il banco della farmacia
e la sala del dottore.

Se mentre prendo il tè  ( al limone con miele )
guardo un po’ di televisione
è solo per sorvegliare le pecore del mio gregge,
perché le conosco, e so le scuse che tirano fuori.

Ogni tanto incontro dei signori che mi chiedono
se sono io, quello della fotografia.
Rispondo di si, un po’ di tempo fa.

Mi capita di incrociare occhi  malati
che mi guardano infastiditi, come avessi capito
il loro segreto nascosto.
Provano un po’ a fare un numero da circo;
poi si stancano, per assenza di strepiti,
inseguimenti, pettegolezzi.

Ma i peggiori sono i narciso/carità
che non capiscono perché tutto il mondo
non esalti la loro bontà
d’animo.

E insomma, cari fratelli della Costa D’avorio
mi piacerebbe dirvi: tornate sui vostri passi
forse lì, qualcosa di vero , c’era.
Ma poi mi hai detto,  Marc, con voce fonda,
da Pentecostale, sono alto un cm più
di mio fratello.

Ecco, fare poesia come una gallina che fa le uova

ma non so se qualcuno le beve ,
se piacciono o fanno bene.
So che per loro, cadermi fuori
dal culo,
è un destino.
Per me, una necessità,
o un vizio assurdo.
Forse anch’io mi porto addosso i vestiti dei trent’anni,
e dell’effetto grottesco,
( su di me) non me ne accorgo.


© Lino Di Gianni  sabato 1 Dicembre

 

 

Sono stati pubblicati e sono disponibili in rete, in forma di e-book,
Les Temps des Cerises 
" Un'occasione di vento "

di  Lino Di Gianni su www.feaciedizioni.it

 

postato da lainus alle ore 06:50 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, canzoni, poesie mie, scrittura, tempeste, vento stretto, vento febbre


lunedì, 26 febbraio 2007

Dei pesci nella  vasca di cemento
girano aperti a tutte le stagioni
immobili se il ghiaccio filamenta.

Dal gioco in una busta
occhi al bordo della nebbia.

Una delicata gru metallica
li solleva,
rotea , si ferma:

sull'ombra esatta
segnata a terra,
tutto quanto resta.

Un blocco di cemento
dondola
per  ingegnoso mare
d'agonie evase,
una bolla incontra idrogeno,
piccolo  ìcaro insperato..

postato da linodigianni alle ore 22:04 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: poesia, poesie mie, vento stretto


martedì, 09 maggio 2006
mercoledì, 26 aprile 2006, ore 23:01
giorno verrà, (il dopo 25 aprile)

e gira negli occhi
caffè dondolanti

sposta piedi come a
ricordare un ballo


non per questi sentieri
da volpi timide
non per finire galline impiccate

dopo che le bombe
le abbiamo smontate dentro
dopo che i capelli
li pettiniamo al buio
e il mio rossetto, indovinalo
 
prima che mi esca il fiato
prima che finisca il sole
mi avrai sentito
passare in testa alla colonna?

postato da linodigianni alle ore 10:03 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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mercoledì, 29 giugno 2005

una tela assorbe
la pioggia
cadente cercando
pareti
immaginarie.

Sui muri
il segno delle correnti
marine
gli sguardi pesci sfuggiti
fili sfibrati
crepe improvvise
un muoversi
d'alghe.

Assorto,cammino
orizzonti
rimasti.
Assecondano l'onda
calate
d'uccelli,
per semi spostati
ancora germogli.

Dunque,è l'altrove
che impregna il
tessuto,
spezia del mio oriente
nadìr e azimut
delle mie ansie.

 


postato da lainus alle ore 22:40 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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venerdì, 17 giugno 2005

nel caffè nero, un remo, sciolgo sabbie di canne
negli occhi, un'ingresso - alle tue maree

postato da lainus alle ore 20:09 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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lunedì, 02 maggio 2005

Notte incisa a coltello
Seppia nel cocco cancellata con passi di danza
Effluvi sciami richiamati
dalle chiocce dei silenzi:

" Un uovo rosa desta sorpresa? "


La parte in ombra della foglia
richiede piu acqua.
Movimenti accennati dell'ape che rapina  zàgare.
Una goccia di ambra sigilla una domanda:

" Balli , mentre ti svesti al buio,
provando la voce alle distanze ? "

postato da lainus alle ore 06:41 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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martedì, 12 aprile 2005

Inconsuete carezze, in luogo di foglie spostate
campane attutite tolgono voce agli uccelli che si cercano, disordinati
L'ombra sottende un'attesa
mentre guardo le tue mani tinte di( mi guardi come uva in tempo di vendemmia)muschio
Rimarrai come la promessa del sole nel fiato che svola, annuente?

postato da lainus alle ore 06:35 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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venerdì, 18 febbraio 2005

piano-disse-fai piano
prendi delicatamente con l'indice
e il pollice la buccia interstiziale
e tira verso te

-Verso me, verso l'interno del mio
corpo?verso l'interno del mio orecchio?del mio..
e quando sentiro' i sussurri
delle radici svellersi di dosso il ghiaccio, e quando sentiro'
il gracidare interrotto da un presagio di acqua ?

piano-disse fai piano-
vedrai memorie,ricordi,esitazioni
venir via come pellicine macilente
ma - a quel punto dovrai..

Saro' all'altezza?

piano-disse-fai piano
sei già nel bozzolo nuovo, hai altro sguardo
e solo il colpo d'aria che irrompe nei tuoi polmoni
t'impedisce di vedere

il sinuoso formarsi di una nuova
epidermide,bolla d'aria
nel tuo uovo/mondo

 

postato da alp alle ore 22:41 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, 12 febbraio 2005
 
treni scorrono, ondeggianti
balenii d'albe che si annunciano, e
incerte lampade/ volo di civetta
ah, la rugiada su quella spiaggia prosciugata d'erba

verso la direzione s'alzano i passeggeri,
cercando avanzamenti calcolati
schiere ributtate dalle morti a decimar casualmente

oh,ho visto gli occhi dell civetta,
ridacchiante. Mi aspettavi?
postato da alp alle ore 07:11 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, 12 febbraio 2005
la locomotiva andava correndo
su tutti i binari con scarti improvvisi e
casuali, ma

i passeggeri si inchinavano nella direzione del viaggio
per strappare un grumo di anticipo
alla fine della notte, e

un faro incontrò la cavità di un albero, uscì la civetta
ma il giorno non era ancora pronto, tanto che

la locomotiva raddrizzò invertendo la marcia;
i passeggeri si ritrovarono in piedi, in ritardo sugli amori mancati
la rugiada si stese come se reiniziasse la notte , come se

aspettasse di ricominciare, su quel treno
al finestrino
la civetta,ridacchiante
 
postato da alp alle ore 07:10 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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martedì, 28 dicembre 2004

L ' asfodelo

con un guanto dei piatti, in una mano
per riordinare il libri nel caos primigenio che creo,
foresta di bush sudafricana nella mia stanza da letto

sposto i cinque paia di calzettoni nuovi, ennesimo regalo che non metterò
e penso a quanti anni le rimangono, e che cosa vuol dire per lei 4, cinque. 10 anni.

Mi tolgo il guanto, attacco la lavatrice, il golf sà troppo di sigaro - persino per me
i piatti attendono, si sporcano in continuazione
ma perchè non mi decido per una lavapiatti
nonostante cerchi di mangiare in vaschette deperibili, mi dimentico di comprarle

si, billie, lega tu..questo spazio limitato, disordinato, incrostato di rabbia, disagio, disperazione
e attesa serena

fammi vedere come si puo' andare oltre, con la voce, con la musica, con i colori blu
in tutte le tonalità
signora dlel blues, oggi, ma prima sei stata una donna invisibile, meretrice..per alcuni
(che parola antiquata da antico testamento..)

dai billie, scrivi, canta, riordina, e passa oltre
non serve spiegare perchè
mentre molte orecchie non potranno più ascoltarti

ancora qualcuno sta seduto per terra, rannicchiato
pensoso, mentre si svola come del fumo
il tuo raspare dimesso( o imperioso?)
contro l'oblìo..
















postato da lainus alle ore 16:23 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
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lunedì, 06 dicembre 2004

Rimane..? Resta qualcosa ?

Consideriamo le parole, le parole che usiamo
cibi distratti, raccomandate a volte senza ricevuta

A volte ci viene voglia (ma passa,subito)
di non rivolgerci a cio' che  si esprime con balbettii cestinati.

Guardiamo, pensiamo, cerchiamo di non passare di mano in mano
merce scaduta (si, ci proviamo, a volte).

Ma è solo quando anche se non vuoi qualcosa scatta e converge
in quell'unico istante che credevi passato e invece ti spinge avanti

solo mentre stai affannato a vedere - e invece dovevi sentire
 mentre stai ascoltando ed invece tutto è diventato silenzio
(i tuoi peli han capito per primi, ritti ed intenti a diffondere imprinting)

Ecco. E' successo. E' accaduto qualcosa, un rovescio degli occhi
uno sguardo di dentro, un tenere di fiato in saliva
bambino adulto vecchio, o. O.

Scintilla cadente
dalla terra fino a te,
scannato nel cielo.












postato da lainus alle ore 19:06 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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lunedì, 06 dicembre 2004
Un ragazzo in tuta bianca, da muratore.Testa rasata, con una cresta di capelli. La sua vita libera è in quella cresta, con quella lui dichiara al mondo la sua parte di : unicità.
Sarà stato espulso dalla scuola, avrà l'ultimo modello di telefonino.
Non avrà ancora fatto il militare, ma nel caso forse si offrirebbe volontario per guadagnare di più.
C'e' sempre il modo di cavarsela, pensa lui, basta stare in stand-by..


postato da lainus alle ore 09:36 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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