E ci sono delle stelle di troppo, che avanzano in questo
cielo privato.
Se parlano di cose che non conosci,
guardali negli occhi.
Sfuggono come conigli
o son fari che
scrutano i mari delle opportunità.
Non hanno mai lavato, cucinato o fatto la fila, eppure
sanno tutto del prezzo del grano o del petrolio.
Mi chiedevi come aiutare la formica di Maria
a raggiungere casa, per lei che non parla ,
cammina sbilenca, e impara in modalità casuale?
Fermiamo le auto, mia cara.
Una sola bicicletta in più, è un cespuglio contro il deserto.
Facciamo saltare le convenienze, le priorità, i premi aziendali.
Gridiamo, sommessamente,
che ancora, non siamo, robot, aziendali.
L’uomo, le stelle, le cure ( la lettura )
i nostri firmamenti.
Si, vogliamo rimbambire così, da vecchi.
( E guarda che non parlo dal caldo della mia cuccia,
e coi soldi che restano, non mi pago nemmeno il funerale,
che era l’unica preoccupazione di mio padre)
© Lino Di Gianni