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sabato, 14 giugno 2008

Io haveba tra i mani
paxero, dicta cutrutettola.
Illa multo et tanti cantaba
da mane a sera,  solo per mia
unica stessa persona.
Ma, visto che io hebbi
lo suo delicata collame tra mie mani
subitamente io volli stringer in primamente lentus
indi cum maximo transporto
et mia paxera cutu et trettola
defunse, come
lo mio clericus vagantes.

postato da linodigianni alle ore 06:47 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie, non poesie, poestica, poeti ingenui


sabato, 19 gennaio 2008

Nelle lingue diverse, aspettando ad un angolo una puttana
guarda il colore della pelle col bianco del giorno
la violenza , comprare l’insalata , deliscare l’acciuga salata.
Guarda la tua faccia nello specchio del pregiudizio.
Io adoro queste tue scritture.
(Mi dica quanto fa, poi passo a pagare).
Come vuoi la poesia ?
La vuoi cioccolatino perugina, tutta bella incartata ?
che ti rincuori, rassodi
(e ti faccia ritrovare )
quel calzino colorato spaiato ?

Con calma sbuccio le patate, o la conservo che hanno più sapore.
Loro vanno a sciare stamattina io a pulire il culo di una vecchia che non conosco.
Il Lama dopo quarantrè anni di esserci di trascendenza è scappato con la sua
insegnante di italiano.
Aveva visto giusto mia zia Adalgisa che bagnando i fiori e preparando
la peperonata, aveva detto, quello non me la conta giusta.

E adesso cosa mi rappresentano tutte queste parole giustapposte, disarticolate
non credi che si senta che c’è il costruito ? Il costrutto ?
Salgono, scendono dal tram
poche lingue  veramente diverse pochi hanno i biglietti
molti vengono da lontano e scendono qui all’angolo.
Sto cucendo delle foglie di banana, per fare un gonnellino
oggi rivedrò Josephine Baker, domani Marilyn Monroe.


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categoria: poesie, poesia, poesie mie, scrittura, scherzi in mi minore, poestica


venerdì, 14 dicembre 2007

Incàuti sibilanti passàggi
                            mi metta pure la carta gràzie
Evita gli occhi troppo intimi non sopporto
paghi pure alla cassa.

Ma insomma
quest’anno la neve arriverà prima fa troppo freddo
                          non ancora non ancora
Ah, si guardano la schiena e pensano che.
Ma passaggi per dove perché incauti come sibilanti ?
                                      Delizioso lei pensa di cavarsela così prima di.
                                      Catafratta
in reflussi
i tuoi occhi rivoltati nel bianco
Assenza.
                                      Mastica mistica.
                                        Misticanza.

( Indosso lamelle ghiaccie riverberi tintinnii omepatici )

                           

                            Egòtonici orfani di Itache,
preghiamo.

postato da linodigianni alle ore 06:48 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie, scrittura, extramuros, poestica, poeti ingenui


martedì, 04 dicembre 2007



Illuminazione…
uhm, si
mettiamo un bel po’ di luci, no ?
Qualcosa che crei il clima, hai presente,
un alibi per comprare
se no, con i tempi di magra,
le tasse e la benzina, il pane e il salame..
Be’ no, ‘sti quattro schifiltosi che si ostinano a dormire per terra
alle stazioni.
Eh no, no.
Mica siamo a Londra, o Parigi.
Facciamo cosi: due notti a testa al caldo e poi via, in periferia.
Troppo comodo, le stazioni centrali.
Diciamola tutta: siamo troppo buoni, tolleranti, lo so, lo so.
L’ ho sempre detto, si fa come con i Rom, gli extra-comunitari.
Si riempie un bel treno chiuso e ops, via.
Allora si, eh.
( Quest’anno vogliamo esagerare, in svendita tre monaci birmani al prezzo di uno, per quel tocco di esotismo che fa sentire casa il mondo)
Lino Di Gianni

 

postato da lainus alle ore 06:32 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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sabato, 27 ottobre 2007

Mia amata, ti scrivo dalla tolda
di una nave ancorata
tra le alghe dei
Sargassi.

Nei giorni che trattengono
i nostri fiati sottocoperta
e svuotano zèfiri e libècci  
vorrebbero
condannarci al
reflusso sottotraccia 
 
( Isole che vediamo
nel salto dei pesci-luna
quando ti chini a specchio )

Lo sai che non resisto
a cercare coralli
ossidiane e pescetti-acciughe
che sguazzano nel palmo delle tue mani

Mia conchiglia, paguro
vizio del sole caimano
ènfiati , golfo mistico del mio teatro.

postato da linodigianni alle ore 08:50 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie, dichiarazioni, non poesie, poestica