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sabato, 14 giugno 2008

Io haveba tra i mani
paxero, dicta cutrutettola.
Illa multo et tanti cantaba
da mane a sera,  solo per mia
unica stessa persona.
Ma, visto che io hebbi
lo suo delicata collame tra mie mani
subitamente io volli stringer in primamente lentus
indi cum maximo transporto
et mia paxera cutu et trettola
defunse, come
lo mio clericus vagantes.

postato da linodigianni alle ore 06:47 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie, non poesie, poestica, poeti ingenui


sabato, 22 dicembre 2007

In modalità quotidiana, scendere le scale
e incontrare un vecchio sconosciuto
che ti latra contro e minaccia

O la signora che dispone di tutte
le informazioni necessarie
e le usa per coltivare le sue maldicenze
innocue

o ancora continui sbarchi, fin sui gradini
di persone partite da un lago del Perù
e finite a pulire bene gli ottoni improbabili
delle targhette.

In modalità casuale, una maestra dedita ai suoi allievi
nemmeno ringraziata, una dottoressa coscienziosa
che rifiuta i regali e li trasforma in adozioni a distanza.
            I bambini palestinesi sono nel videogioco
di quelli occidentali che pigiano un pulsante
e ignari, aumentano i loro punti.

Se sfrego un fiammifero, se rifletto, se ascolto musica.
Forse, un contatto, tra i pensieri.
Uno shock anafilattico, alla poesia.

postato da lainus alle ore 11:22 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie, scrittura, vento febbre, non poesie, poeti ingenui


martedì, 04 dicembre 2007



Illuminazione…
uhm, si
mettiamo un bel po’ di luci, no ?
Qualcosa che crei il clima, hai presente,
un alibi per comprare
se no, con i tempi di magra,
le tasse e la benzina, il pane e il salame..
Be’ no, ‘sti quattro schifiltosi che si ostinano a dormire per terra
alle stazioni.
Eh no, no.
Mica siamo a Londra, o Parigi.
Facciamo cosi: due notti a testa al caldo e poi via, in periferia.
Troppo comodo, le stazioni centrali.
Diciamola tutta: siamo troppo buoni, tolleranti, lo so, lo so.
L’ ho sempre detto, si fa come con i Rom, gli extra-comunitari.
Si riempie un bel treno chiuso e ops, via.
Allora si, eh.
( Quest’anno vogliamo esagerare, in svendita tre monaci birmani al prezzo di uno, per quel tocco di esotismo che fa sentire casa il mondo)
Lino Di Gianni

 

postato da lainus alle ore 06:32 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie, scrittura, vento burla, scherzi in mi minore, non poesie, poestica, poeti ingenui


sabato, 27 ottobre 2007

Mia amata, ti scrivo dalla tolda
di una nave ancorata
tra le alghe dei
Sargassi.

Nei giorni che trattengono
i nostri fiati sottocoperta
e svuotano zèfiri e libècci  
vorrebbero
condannarci al
reflusso sottotraccia 
 
( Isole che vediamo
nel salto dei pesci-luna
quando ti chini a specchio )

Lo sai che non resisto
a cercare coralli
ossidiane e pescetti-acciughe
che sguazzano nel palmo delle tue mani

Mia conchiglia, paguro
vizio del sole caimano
ènfiati , golfo mistico del mio teatro.

postato da linodigianni alle ore 08:50 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie, dichiarazioni, non poesie, poestica