chi sono
2 °mio e-book :

Le Temps de Cerises


1°mio e-book:

UnOccasionediVento


Feaci edizioni :

Feaci poesia

Blogger: lainus
Nome: Lino Di Gianni
commenti recenti
archivio
categorie
links
partecipano
foto recenti
Consigli
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder
counter
www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche di linodoriana. Crea il tuo badge qui.
visitato *loading* volte
venerdì, 30 maggio 2008

Signora vecchia
collina morenica
nutrita di fossili
due pietre azzurre
con bagliori attenuati.

Un ragazzo molto agile,
berberi uccisero
per impadronirsene
due occhi neri
passaggio obbligato.

Con la testa che si muove
prendi aria
tra gli spazi
rimasti
disegni un nuovo
solco nel
giardino zen.

Nella pietra nera, che presiede
allo Zenit
con questo vascello,

finalmente viaggio
senza cercare  le Americhe.

postato da linodigianni alle ore 19:03 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie


venerdì, 30 maggio 2008
rivolgendosi per l'ultima volta al giudice Thayer:
    « Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra — io non augurerei a nessuna di queste ciò che io ho dovuto soffrire per cose di cui io non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui io sono colpevole. Io sto soffrendo perché io sono un radicale, e davvero io sono un radicale; io ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero io sono un Italiano [...] »
  
(dal discorso di Vanzetti del 19 aprile 1927, a Dedham, Massachusetts)

I laghi di Rapolla, e Ninco Nanco.


Quando t’ho conosciuto mangiavi
pane e olive sulla terra spaccata
sotto l’albero del gelso.


La testa nel dolce,
gli occhi stretti,
peperoncini dell’aspro che secca sulla porta.

Anche il vino non ha grazia in quella terra.
T’affera in gola e ti stramazza, bracciante dei
boschi che han nascosto
briganti.

La pelle ancora non s’era aperta al sole
il fumo dei turc’-nill* saliva lento
spingendo i cafoni alle stalle.

Non mancava mai il pane
e il mazzetto di malva coi pomodorini appesi.

Ti rimaneva in gola una risata che non stava bene fare
una vergogna nascosta da
una cascatella di fagioli.

Se ti facevi la barba, era un mistero
di morte, con il piccolo sangue della festa.

Era un periodo di bestie, quello
che marcavano i fiati, nel prendersi senza pensarci.

Poi le corse erano lunghe, come i passi
ben contati.
Sei andato via insieme a Nicola Sacco,
il cugino di Foggia emigrato in America.

Il bosco non ha nascosto  più il capo dei briganti.
Di nuovo hanno ucciso Ninco Nanco, insieme
a Vanzetti.




© Lino Di Gianni
* turc-nill involtini fatti col budello di pecora, affumicati
postato da linodigianni alle ore 11:14 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie


venerdì, 30 maggio 2008



(mio pane, mio yogourt)© Lino Di Gianni

Come se dovessi svuotare
la borsetta di una donna,
dove si portano tutte le strane cose
che servono ogni giorno.
Quelle, e non altre, e guai se
si perdono, o se qualcuno le tocca.

Come se dovessi fare il pane con la
macchina genera poesie di Col,
e il pane che mi lievita dentro
immerso nel suo odore come
nella bottega di un falegname

Come lo yogourt,  aspetto
il lavoro dei fermenti
mentre leggo e preparo
i tappi per i vasetti
un cucchiaino di Kafka, due cucchiai
di Rimbaud, un po’ di succo di Primo Levi.

Mi piace seguire le tracce della vita
scoprire che esistono i frutti di capperi
freschi
da mettere sull’impasto della pizza.

In mezzo ai libri, ogni tanto
i suoi bigliettini gialli:
come se giocasse con le calzette
tirate giù, dentro la testa
mi muove le labbra
genera sorrisi.
© Lino Di Gianni
ps altre foto, altre poesie  www.linodigianni.it

postato da linodigianni alle ore 11:06 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie


martedì, 27 maggio 2008
Nella notte, non era lì.

Alla svolta ,
col salire del giorno.

Pelle  di coniglio
ombre , mani
e il rientro delle ali
dal lavoro.

Discariche, barconi
baracche
la mira presa dalle finestre
un capro in offerta speciale.

Tra le luci sul molo
lampare
tra le reti
pesci in attesa.



postato da linodigianni alle ore 23:35 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie


venerdì, 23 maggio 2008

Il grido trattenuto, quasi lamento.

Non puo’ essere in solitudine,
richiede luogo
e qualcuno che lo tramandi.

Prima, partiranno gli uomini
poi gli uccelli.

Mi unirò agli odori
che confondono le api

E dirò
di avere avuto una bella vita
senza armi e senza spaventi.

Dietro ai gesti nascosti dalle tende
ci incontreremo in riva al lago
alle pietre che non si vedono

L’acqua si muove appena
il vento è dolce,
prendo la lepre del tuo sorriso
mi faccio  barca.

postato da linodigianni alle ore 22:32 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie


lunedì, 19 maggio 2008

IL  bicchiere di vino ,  i frutti di bosco
e i corvi su un piede solo
col sole a marchiarci in  fronte
come fossimo tutti sue vacche.

Lui solo, carta da zucchero
ammucchiava covoni
con la pagliuzza in bocca;
lei nel latte piu bianco
incerta a tramare cielo,
senza sottrarsi ai tumulti
del vento.

Alzati, scintilla della cenere
i meloni aspettano di spaccarsi
nella contro-ora del pomeriggio

Addento i tuoi datteri nel deserto
aspetto che esca acqua
per la rosa di pietra


Nelle fontane dei minareti
il muezzin chiama
mia illusione, miraggio
nel caravan serraglio
polvere e arsura,
oasi pozzi io solo
nave e cammelliere,

Io, raccoglitore di pomodoro
in questa terra di Puglia

postato da linodigianni alle ore 22:24 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie


domenica, 18 maggio 2008
[..]   che il mio dolore duri quanto me...( Camillo Sbarbaro)

Nella nebbia
oggetti da scomporre
facce scolorite
sentimenti improvvisi
come
cervi in mezzo alla strada

La giusta distanza

La giusta distanza
dell’albero dai campi
dall’angolo della civetta
dai fiori saccheggiati in volo
dal filo spinato col palo storto
dall’acqua che inghiotte l’aria del canale.
dal passero in attesa dello spavento
dal campanile,
dalla moto di Carlin
dal gatto
degli agguati

Dal caffè al sole,
di oggi.
postato da linodigianni alle ore 08:14 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie


venerdì, 16 maggio 2008
Chi mai  puo’ credere che, 
a  prolungare di poco
un gemito sommesso
possa generarsi un essere
dal corpo di carapace
con braccia e gambe
come fossero
le code di un altro aquilone ?

Capace di di arpionarti con calma
con urletti composti e poi un unico interminabile
pianto che arriva fino al cielo stroboscopico
capace di lacerare tele azzurre
e le stelle?


In ossequio all’origine divina
le diverse genti
guardandolo
ridono mentre ride

Rinascono con lui
un poco
come fossero
dentro al guscio della Terra
postato da linodigianni alle ore 16:03 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie


mercoledì, 14 maggio 2008

Piccole, opache, nelle tasche delle vecchie
stendono sulla tovaglia degli affanni
le cose storte della giornata,
pastiglie che gonfiano e danno bruciore.


Stiri, guardando televisione.

Il tempo gira al brutto,
soffoca tra un bisogno di acqua
e un caldo che non trova più il suo posto.

Tuo figlio è in fabbrica, sta finendo il turno
fortuna avere un figlio che lavora.

Ti consoli pensando che ti ha sempre ascoltato,

bambino con giudizio.

Degli uccelli che si spostano nervosi, dell’aria fredda
improvvisa.
Tuo figlio odia il suo posto di lavoro, i compagni
la macchina che succhia come una mucca
tutto il suo tempo libero:
Tuo figlio tira di coca, nelle pause, per arrivare a fine giornata.
Tu pensi a cosa cucinargli stasera, è un po’ che non ha più tanta fame.

I fiori nel vaso hanno l’acqua da cambiare, e queste patate si rompono tutte,
era meglio se prendevo l’insalata. Mario fra poco torna.
Speriamo che non piove, speriamo che non faccia scuro.
A noi ci serve, questa aria sospesa.
Ci attacchiamo all’attesa, chè la speranza è roba da ricchi.

postato da linodigianni alle ore 18:28 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie


mercoledì, 14 maggio 2008

I campi, i campi di salgemma
bianchi, abbacinati ,
prosciugano l'acqua,
nei movimenti allusi.

I piccoli cieli riflessi
assaporano ad arco tutto
l'orizzonte promesso.

Solo moto visibile
la fuga degli uccelli,
per  l' altrove.

Per le croci piantate
su uno scoglio
la lenta processione
di una tartaruga.

( Tutta la compassione
del mondo
che muove
a ritroso )

  Considero assorto
la promessa del riscatto
tra le spine di riccio
e la corona del corpo.

Occhio che pulsa
uccello migrante,
cuore di granchio
che ritorna.

www.linodigianni.it
postato da linodigianni alle ore 05:39 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesie, poesia, scrivere, poesie mie, scrittura


martedì, 13 maggio 2008
I campi, i campi di salgemma
bianchi, abbacinati , prosciugare
l'acqua, nei movimenti allusivi.

I piccoli cieli riflessi
assaporano ad arco tutto
l'orizzonte promesso, solo moto visibile
la fuga di uccelli, per il mio e loro altrove.

Un Cristo in croce piantato su uno scoglio
la lenta processione di una tartaruga:
tutta la compassione del mondo
che muove a ritroso, mentre attendo.

Contemplo assorto la promessa di riscatto
le spine del riccio
la corona del corpo
il suo occhio che pulsa
unico uccello migrante,
cuore del granchio che ritorna.
postato da linodigianni alle ore 19:51 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie


lunedì, 12 maggio 2008

 


” [.. ]  Mangio cielo, evacuo cielo
Sono una trappola in trappola
un abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in risposta ad una domanda […]  

W. SZYMBORSKA  “La fine e l’inizio”


Estetica di una sovversione Estatica


Rifiuto i libri di poesie che costano troppo
con poche parole, come se vendessero
distillati di verità, e invece sono
un etto di parole al mercato.

Piacerebbe che con fogli di poesie
s’ incartassero frutta e verdura,
pesci e insalate mischiate con le parole
nei gusti e negli umori.

Sarebbe bello avere molto
tempo libero per girovagare con uno sguardo
curioso e svagato, da veggente estatico.

Esserci nei gesti del ragazzo che accudisce la
signora paralizzata in carrozzella,
nei sui gesti cauti, senza distanza.

Esserci nella caparbietà con cui si muove
la ragazza bionda che lotta contro il marchio
a fuoco dell’anoressia, senza vicinanza.

Esserci nei viaggi delle api e nei loro sogni
di colori addolciti e ondeggianti.

Esserci nelle domande senza riti di quei bambini
che si sono salvati dal bavaglio del pensiero unico,
appesi al filo dell’aquilone di quella
maestra rapinatrice di cuori da portare in salvo.

Detesto le persone che vogliono scrivere poesie
le persone che leggono la Poesia
Dada
non né morto invano e La macchina da cucire
è ancora sotto la tela di sacco, se ci credi.
© Lino Di Gianni

www.linodigianni.it












postato da linodigianni alle ore 09:32 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie


sabato, 03 maggio 2008

Fino a dove le colline in mezzo ai fiati,

uno scialle a ricoprirle e proteggerle

dai colpi di tosse degli angoli .

Nella vetrina l’orsetto di pezza
segue il cammino della bambina che porta
fiera l’ombrello, scarpe bagnate
e pensieri lasciati andare.

Ti luccicano gli occhi, a fluire
nelle anse racchiuse tra il tuo gomito
la mia schiena e il divano.

Rimestoli baccalà,
mantecato, con la polenta bianca.

E il rame, e l’azzurro e i bianchi
si inalberano, sorprese , noci

con vele, gherigli nascosti
dei nostri amori scoiattoli.
postato da linodigianni alle ore 09:29 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: poesie, poesia, poesie mie