Piccole, opache, nelle tasche delle vecchie
stendono sulla tovaglia degli affanni
le cose storte della giornata,
pastiglie che gonfiano e danno bruciore.
Stiri, guardando televisione.
Il tempo gira al brutto,
soffoca tra un bisogno di acqua
e un caldo che non trova più il suo posto.
Tuo figlio è in fabbrica, sta finendo il turno
fortuna avere un figlio che lavora.
Ti consoli pensando che ti ha sempre ascoltato,
bambino con giudizio.
Degli uccelli che si spostano nervosi, dell’aria fredda
improvvisa.
Tuo figlio odia il suo posto di lavoro, i compagni
la macchina che succhia come una mucca
tutto il suo tempo libero:
Tuo figlio tira di coca, nelle pause, per arrivare a fine giornata.
Tu pensi a cosa cucinargli stasera, è un po’ che non ha più tanta fame.
I fiori nel vaso hanno l’acqua da cambiare, e queste patate si rompono tutte,
era meglio se prendevo l’insalata. Mario fra poco torna.
Speriamo che non piove, speriamo che non faccia scuro.
A noi ci serve, questa aria sospesa.
Ci attacchiamo all’attesa, chè la speranza è roba da ricchi.