Riempirsi gli spazi di cose,
dare un prezzo agli oggetti,
mi è sempre interessato poco.
Amo raccogliere sensazioni
che non restano uguali nel ricordo.
Il loro valore, invendibili e preziose.
Verso sera, spinto in un angolo del sofà
dal mare
contro la sabbia senza sponde
cerco di capire
cosa beve a bocca piena
con lente ondate e sussulti
come fosse per tirare su un sole,
del vento
e partire.
Per propiziare il mio viaggio
incuneo il corpo tra due anse,
lo stendo parallelo a una fenditura
e muovendo poco la schiena
vado incontro alla mia
Venezia
categoria: poesia, poesie mie, vento incerto










