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sabato, 31 marzo 2007

In quella parte di me
Che gli altri non vedono
Non esposta (come mani che afferrano
per non cadere)
Non dichiarata, curiosa delle reazioni altrui
Mi chiedo quante volte può essere la prima volta.

E intendo, signor contabile, che sia messa a registro
con numero di protocollo da voi scelto:
la volta che mi si asciugò il lago in faccia
e mi ritrovai gigante in volo sulla foresta.
Ora, non crederebbe signore, che pur conservando il ricordo
inventato di quello che fu
si possa, lo stesso, e di più
indovinar un’ ansa di aria
un prendere rincorsa del salto.

E mentre sei là, con occhi e mani racchiuse,
accada una contrazione di vulva
un occhio rotondo da vacca dell’India,
bolo inghiottito a suggerire l’assenso.

Si, l’ha trovata, risolta,
il cacciatore nella segale:
pannocchia cotta da tirarci fuori
armonici , stelle, costellazioni.
E il lago intatto.

postato da linodigianni alle ore 18:52 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesia, poesie mie, dichiarazioni


martedì, 27 marzo 2007
Roquefort, le Grand Blue

Patate da sbucciare
non si finisce mai
in questa casa, tutto
e dal camino spento mi entra
il mare.

Forse stasera, troverò qualcosa .

Mi servono illustrazioni,
soldi niente alla posta.
Quando mi corico
tutto mi torna su.
Meglio tenerle basse
le gambe. D'altronde,
prima o poi ti tocca.

Dicono che i venti, cambieranno.

Mia cara mamma, in questa casa
delle campagne sperse
ci portano le vacche
a capir meglio la messa.
Pare che troppa buccia si butti.
Ci faccio il segno. Le tengo a mente.

Polvere di te, sui vetri,
madre
esito a soffiarmi.
Che un dio che consenta
di far saponi e cenere
senza più mari accesi
mai s'era visto.

Il mio sguardo, perso l'orizzonte.
Cucirò domani.

(ua-gliò.. 'ccumpagn 'for 'a cri-a-tu/ra)

postato da linodigianni alle ore 09:58 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: dichiarazioni


lunedì, 26 marzo 2007

Eh,mi spiace
anche a mio marito
ha ceduto il cuore
-adesso chi lo porta fuori
il cane a pisciare-

Mise la crema
tutti i giorni
era importante
averle in ordine, le mani
per chiedere gentilmente
ai passanti

Sai la cosa
che più mi piace
delle cose che scrivi
è che non sembra : "Poesia!"
ma come andare
di giorno a far la spesa
cercare cipolle
e parlar del tempo.
Alzando gli occhi insieme
con la frutta
m'ha regalato i gusti
per il mio polletto arrosto.

Passerà, passerà tesoro bello
questo inverno del nostro scontento
e le tue placche  in gola
saranno laghetti alpini
Brilleremo insieme
ai primi fiori del disgelo
passeri sui fili
incollate zampette
nelle gocce di resina.
Odorosa.

linodigianni
postato da linodigianni alle ore 10:54 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesia, poesie mie, extramuros


domenica, 25 marzo 2007

In delicate mani
la donna
giovane e straniera
da per terra elemosina
per di più col figlio.
E una coppia di grassoni
si toglie qualche peso
(ma almeno lo fa).

Hai chiesto di ripararti l'acqua
a un vecchio ossuto e burbero
ti ha detto forse  passa da solo.
In cambio ha raccontato la sua vita
come solo i vecchi tubi
gorgogliano.

A te che dici
che non dormo mai
per le cose da fare:
nemmeno ci conosciamo.
Ma vedo come cerchi
di tener la testa fuori
dalla marea montante
dove il sonno è quello
che non ti raccontano mai.

In delicate mani
mi metto con una donna
che lava molte volte l'insalata
costruisce fili tra i palazzi
e trasborda gli elefanti:
quando i suoi piedi
iniziano il tormento
in Africa due uccelli iniziano un volo.
Tu lo sai,quando svolano
avanti,
confessalo.
Smisurata.

 

postato da linodigianni alle ore 22:25 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesia, poesie mie


domenica, 25 marzo 2007
1

In delicate mani
si è messa la donna
giovane e straniera
che da per terra elemosina
per di più col figlio.
E una coppia di grassoni
si toglie qualche peso
(ma almeno lo fa).

Hai chiesto di ripararti l'acqua
a un vecchio ossuto e burbero
che conosceva ormai
gli inutili affanni
e ti ha detto forse passa da solo.
In cambio ti ha raccontato la sua vita
come solo i vecchi tubi
gorgogliando
sanno fare.

Mi piacerebbe fare striscioni
per togliere un po' di affanni
ne tenterei d'incanti
a cercare desideri.
Vedrebbero soltanto
una palla di neve rovesciata,
l'odore di zucchero filato,
qualche bacio rimasto
un richiamo di "E' pronto si mangia" a metà.

Ora,a te che dici
non dormi mai
per tutte le cose che s'an da fare:
nemmeno ci conosciamo,
ma vedo come cerchi di tener la testa fuori
dallamarea montante
dove il sonno è quello
che non ti raccontano mai.

In delicate mani
mi metto con una donna
che lava molte volte l'insalata
costruisce fili tra i palazzi
e strasborda gli elefanti:
quando i suoi piedi
iniziano il tormento
in Africa due uccelli iniziano un volo.
Tu lo sai,quando svolano
avanti,
confessalo.
Smisurata.

postato da linodigianni alle ore 06:50 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: poesia, poesie mie, extramuros