In quella parte di me
Che gli altri non vedono
Non esposta (come mani che afferrano
per non cadere)
Non dichiarata, curiosa delle reazioni altrui
Mi chiedo quante volte può essere la prima volta.
E intendo, signor contabile, che sia messa a registro
con numero di protocollo da voi scelto:
la volta che mi si asciugò il lago in faccia
e mi ritrovai gigante in volo sulla foresta.
Ora, non crederebbe signore, che pur conservando il ricordo
inventato di quello che fu
si possa, lo stesso, e di più
indovinar un’ ansa di aria
un prendere rincorsa del salto.
E mentre sei là, con occhi e mani racchiuse,
accada una contrazione di vulva
un occhio rotondo da vacca dell’India,
bolo inghiottito a suggerire l’assenso.
Si, l’ha trovata, risolta,
il cacciatore nella segale:
pannocchia cotta da tirarci fuori
armonici , stelle, costellazioni.
E il lago intatto.
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