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sabato, 20 gennaio 2007

Che uscisse.
Nebbia (allagata) fino agli occhi.
Recinti di ferro sospesi.
- Fiato trattenuto -

Misurasse il suo grido
il fondo delle pupille contratte.

Mi areno, conchiglia gettata
paguro in libertà.

postato da linodigianni alle ore 09:00 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: dichiarazioni


venerdì, 12 gennaio 2007

aspetto che s'asciughi l'acqua della mia mano
(un po' diventa nebbia, altra la trangugi piano)

ti guardo divertito con ironica allegria
ma sincera, diretta agli occhi
coltello piuma taglia nuvole:

mi attrai, mi bèi, mi girovaghi
e io, cammello
sfuggito all'arabo veloce,
ti aspetto

 

postato da linodigianni alle ore 20:06 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesia, poesie mie, memorie del vento, memorie dellacqua


lunedì, 08 gennaio 2007
Solo più un salto,
chiese alle cimici del suo circo tascabile
il vecchio domatore di leoni
convertito per necessità
a piu trasportabili virtù
 
solo più un volo,pensò il trapezista
innamorato segretamente della donna cannone:
incontrarla nella sua parabola ascendente
e scendere insieme sfrigolando tra la polvere di stelle
 
Signori,disse il pagliaccio ,inciampando;
è vero , lo ammetto, sono figlio
dell'uomo che pulisce il culo agli elefanti,
e tutti i giorni spio le foche per
capire come girano col mondo su per il naso.
oggi la cammella mi ha dato latte,
ho ancora abbastanza cerone da far ridere di nascosto,
e voglio regalarvi qualcosa di speciale:
 il salto da terra
della pulce sulla cammella
postato da linodigianni alle ore 17:39 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: poesia, poesie mie, scherzi in mi minore


domenica, 07 gennaio 2007

Mise la gobba contro il temporale
lui, bambino di gambe storte
sciolse il soffione al vento
tenendo due pietre e una lumaca
in tasca

(occhi che mangiano neve
e vincotto,tira su col naso
scappa prima che arrivino
i mobili da comprare
la mucca da ingravidare)

Allora sentiamo,gli dissero
hai imparato che andar soldato
ti renderà uomo, che poi potrai
cascar tra le gambe d'una donna
senza sentir la porta
della cantina buia?

(mani che addomesticano
finocchio selvatico
rucola nella schiena
non dormivo mai,neanche nel sonno)

signor mio, non so cosa ho imparato
quello che a mente
sapevo raccontare
è un cerchio che si chiude:
prima,dal silenzio,forzarmi alla grammatica di un sorriso
ora, sottraggo peso
pietre e invidio la lumaca

postato da linodigianni alle ore 22:32 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: dichiarazioni