No che non sapevo
che toccandolo non avrei sentito niente
non la carne, non il battito
forse il riprendere
di un ansimo che prepara la corsa?
I miei tendini formarono un arco
un piccolo delfino guizzo' a sbuffo sulla pelle
accartocciata
e mi ritrovai a nascondermi
con l'intero corpo
per celare agli occhi altrui
la mancanza di un riscontro
nei pensieri girovaganti
senza tatto.
Abbracciai la prima donna che correva
per prendere il treno.
Ero gia seduta, nel suo scompartimento
quando ritrovai
gli accessi, i calori
restituiti
pensieri tenuti al laccio
dai miei cavalli desueti
terza poesia della trilogia delle privazioni (senza suoni, senza aria, senza corpi)
Per respirare mise la testa
in bocca a un pesce,pensando lui abituato a.
Per camminare senza trattenersi tirava su dagli angoli
quell'aria che resta umida e d'ombra anche nelle sere d'estate
o sotto traccia ai geli improvvisi degli autunni tardivi
E dunque, non respirava abbastanza.
Ci sarebbero volute riserve di cieli
da attraversare, con l'aria
cumulata per immersione
traspirando anidridi, insieme
a rinunce, cinismi e scoramenti residui.
Ma un azzurro, un fondo di lago
alpino da lapislazzolo,
non ancora s'era visto
posato, calato a forza
nelle branchie
affannate aperte al massimo d'aria
seconda poesia della trilogia delle privazioni(senza suoni, senza aria, senza...)
leggere lo spartito, conoscerlo a memoria
anticiparne i passaggi
stendere le dita sul ponte di una nave sonora
dirigerne i venti,gli svoli ,gli approdi.
Mi faceva gli agguati.
La musica.
La musica che dovevo suonare.
Mi imponeva i suoi ordini,stai chiusa a provare
niente conta piu' di questo.
Ma se riuscivo, nessuno capiva
il trionfo muto, cascata euforica di ghiaccio.
E qualcuno doveva cedere
in questo triangolo d'ossimori:
o la mente,o il legno o l'osso.
Sono stata fortunata, danno minimo
ho pensato sul momento.
Ma ho capito anche
che insieme al dito, alla spalla. al polso
il mare si è inghiottito
il fiore rosso del mio piano
e l'onda complice non mi prenderà piu
Madonna dei marinai, degli zoppi e dei luitai
pellegrina muta e condiscendente
delle stelle cadute in acqua
degli accordi di la fatti sul battito
di ciglia delle sirene:
Ascoltami.
Oggi che ho trovato una corda cui tenermi
per sollevarmi in aria
con tutti i pesci colorati sfuggiti
ai sogni che si sono persi, agli strangolamenti
evitati per mancanze di ossigeni
oggi mi tengo un liuto
nella testa
delicato,faccio in qui e in là con la testa
e sorridendo, mi abbuffo
mongolfiera
ebbra.
prima poesia della trilogia delle privazioni(senza suoni, senza aria, senza...)