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giovedì, 27 ottobre 2005

 

 

Prendi il cappello, sollevalo, vedi?

Il sole sta levandosi, è l'ora di svegliare i tuoi ranocchi
Portati il libro delle sapienze sbadate,
ripassa quelle magie che evochi coi tuoi sorrisi
trappole di abbracci, tappeti volanti
verso le attenzioni Nascoste.

Fai lavare le ali delle farfalle, raccogliere la cenere
che sollevano,scolpisci nel passato dei ranocchi
oggetti in sarabanda:

quando la tua mano batterà in levare i respiri si fermeranno,
le voci terranno il mezzotono
e i diesis che cercavi sortiranno fuori
manine ciancicate,sulle tue gote rosse.

postato da lainus alle ore 23:21 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: scherzi in mi minore


lunedì, 24 ottobre 2005

 

Soffiando sul lato dell'ombra

 


Cantavi facendoti la barba
canzoni che ci scassavano
noi bambini/ moderni
ricordo il pennello, la schiuma
il pentolino dell'acqua calda

è come se mi radessi,io
sulla pelle senza difese,ora
a inseguire la curva di un profilo
con i tuoi occhi pungenti
e dolenti

Mai ti ho chiamato papà
mai osavo il nome solo,
pure la sfida era
su chi avrebbe ceduto
per primo

Usavi le mani come fonte d'ingegno
ascoltavi la radio
sempre avanti ai giornali
e io che ne leggevo due e più
sentivo da te le ultime nuove

cucinavi, chiamavi amico il primo venuto
io guardavo altrove, tu turco, io esquimese
tu camino, io acqua che s'inabissa

che strano destino
è rincorrerti, tu vivo
t'incontro sempre, per strada
che sei appena uscito
Io in casa, a ricordare com'eri.






postato da lainus alle ore 23:17 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: tempeste, memorie del vento


sabato, 22 ottobre 2005


Fin da piccolo, ancora prima di nascere
stavo sotto un ulivo, con la terra spaccata,
l'acqua all'ombra, preziosa,
e crescevo nei calli delle mani altrui

sentivo un'eco , ma non sapevo
pensare  l'idea: mare.

Quando son nato, c'era una stazione
il cassetto di un comò e un cortile
per seppelirci i soldatini.

mi passò una bicicletta sul corpo,
ma guidava un ragazzo, e in casa qualcuno vinse
una cassa di alimentari alla lotteria:
il ricordo piu forte vince.

Respiravo erbe puttane nei campetti di periferie
inseguivo palloni zingari, e crescevo
negli androni umidi di segatura
dei palazzi in costruzione:

il mio Nadìr, fumetti che viaggiavano nelle notti.

Quante volte inseguii quella ragazza,
giocando a rincorrerci
senza desiderio di prendersi,
quante volte entrai e uscii dal mare
imparando l'odore di pioggia,
il ritmo del dopo, nell'onda
che sfrangia?

Sembra quasi che passiamo la vita
a riprenderci momenti passati
vissuti d'impulso, allora,
come onda,mezz'onda, in bassa marea
porta e riprende
porta e ripensa
quelle luci accecanti, dei mezzogiorni
che ignorammo.
postato da lainus alle ore 20:15 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: memorie dellacqua


venerdì, 21 ottobre 2005
Ho incontrato un barbone
che aveva fiato nell'aliseo
barcollando seminava stelle
in tasca , avanzi di lune

ho chiesto- l'hai vista?,sai dove si nasconde?

mi ha dato dei sassi, raccolti col tempo
una lucciola ebbra
un cucchiaio
e l'archetto di un violino

Ho ritrovato la voce
la direzione
una promessa di nutrimenti
e sento la tua musica

Uscendo, ho spostato lo specchio,
le cose piu' intime
è bello
saperle a memoria.

postato da lainus alle ore 00:16 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: dichiarazioni


lunedì, 17 ottobre 2005

Fioriture fuori stagione.

Ramo
e  foglie

per contenere tutte le tue voci
son diventato, sono bosco.

Neonato che mangia

occhi e mani
verso
un unico obiettivo.

Scoglio
e conchiglie,

per sostenere tutte le tue rotte
sono sceso in acqua, alga.

Ah, l'intervallo di vento
tra il tempo che stacca
le foglie e
l'apertura del fiore.





postato da lainus alle ore 11:44 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: vento largo


giovedì, 13 ottobre 2005
tutte le sere mi metto in ascolto,
vedrai stasera verrà, deve venire
sta musica dentro, questo ritmo segreto che
dia mondo alle cose.
Ma invece che parole mi impiglio
in pensieri, l'allievo piu bravo
con l'handicap nella voce
che parla preciso e fatico a capirne
le sillabe, l'allieva discreta
che nasconde le ruote
a cercarsi una danza inventata da sola.
Mi dico,ma quella che poi s'artiglia a lasciare
sua figlia distante, per anni, che si lava in pozzanghere
di contadini straniti, che forza la anima
senza i suoi templi lontani, risaie, maiali,la lingua che è musica?

Mi sembra che a stare sugli orli di viaggi d'azzardo
si rischia il contagio
vien voglia di vedersi-
una foglia tra i denti-
a fischiare se ci tiro qualcosa,
magari quel senso di buono
che di un posto fa dire
qui già ci son stato, ci torno, mi fermo.
postato da lainus alle ore 23:59 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: memorie dellacqua


giovedì, 13 ottobre 2005
Ho una casa, senza pareti
solo una porta, e tutti i giorni,
per aprirla, metto nella serratura
cose diverse: patate, fiori, libri.
 A volte  faccio
suonare una musica.

La porta, a volte si apre, altre no.
Dipende.

Per uscire, non ho bisogno di aprire niente
Bastano pochi passi e mi accorgo di essere già fuori,
e mi addormento.

Forse è per questo che ,nel giardino di fronte a casa mia,
c'è sempre qualcuno che si cucina una minestra.
postato da lainus alle ore 05:47 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: scherzi in mi minore


lunedì, 03 ottobre 2005

mi dispongo a zappare il vecchio campo
un po' incolto d'erbacce

fogli e libri e vestiti appoggiati
alle pietre, sparsi tra i filari
grappoli d'uve ormai passiti

o bulbi sotterranei che resistono
con le fioriture, quasi sorrisi eversivi
gridanti "Speranza! Speranza!"
in lotta con le parti di me
spezzate, ingrigite, slinfate

Paziente rivedo tornare i grilli
e qui uccelli lucarini, là le voci
dei bambini riempire la scuola
e lo sguardo autistico tentarsi
a domanda

Se mi sputo tra le mani, ad evitare i calli
non mi farò certo una tradizione solo per questo

ma se ancora non ho dimenticato
il sapore del pane, e del vino, e della storia
che sta dietro semenze e vitigni
forse ho nutrimenti abbastanza
per accettare che, anche in lontananza,
i tuoi pensieri mi arrivino:
lenti, ritmati- impegnativi
rubinetto sforzato del crederci ancora.

postato da lainus alle ore 10:34 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: memorie dellacqua


sabato, 01 ottobre 2005
si travestiva da donna, da giovane
radiato dal militare, paese di provincia, anni difficili
ripudiato dai familiari

si metteva gli occhiali fucsia
beveva
rubava fiori per una donna
viveva per strada

chiamava Bambi quelli che incontrava
scappava dai rifugi pietosi
sceglieva il vino, i barboni
rispondeva solo agli sconosciuti

è morto con una candela che sapeva di vaniglia
due volontari impietositi
e un articolo in cronaca locale
vicino alle Olimpiadi della neve.

Ciau,bambi.
postato da lainus alle ore 17:19 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: memorie del vento