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mercoledì, 29 giugno 2005

una tela assorbe
la pioggia
cadente cercando
pareti
immaginarie.

Sui muri
il segno delle correnti
marine
gli sguardi pesci sfuggiti
fili sfibrati
crepe improvvise
un muoversi
d'alghe.

Assorto,cammino
orizzonti
rimasti.
Assecondano l'onda
calate
d'uccelli,
per semi spostati
ancora germogli.

Dunque,è l'altrove
che impregna il
tessuto,
spezia del mio oriente
nadìr e azimut
delle mie ansie.

 


postato da lainus alle ore 22:40 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: vento stretto


martedì, 21 giugno 2005
aloe, violetta e zenzero
sai quando l'onda s'infrange sulla battigia e rivela
che la forza non era tutta quella sperata
ma poi lascia conchiglie, forse, e alghe, forse,
e la promessa del ritorno
e la campagna, la campagna!dio, cosa ci faceva
in quell'acqua con un nido di rondini
e un grillo-talpa spaesato, bombice alieno?

era sabbia? era oro?
era l'aria alchemica della trasformazione in opera?
postato da lainus alle ore 15:23 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: scherzi in mi minore


lunedì, 20 giugno 2005
avevo una musica in testa
cercavo di trarne suoni
lo strumento mi suggeriva le sue vene
più segrete
ne ascoltavo i ritorni, immagine di eco
battito di una sola mano
onda elastica in terminazione d'ampiezza

mi facevo suono, legno, spartito
indicavo la sospensione
la ripresa, il timbro da cercare
contemplavo l'affanno che mi
rendeva a cerchio l'orizzonte
io che avevo vissuto sulle guglie

puo' darsi una pietra
erosa dalle maree che trovi voce
e senso e direzione,
lei inamovibile,
dal passaggio,
in affanno,
d'una memoria del vento?

postato da lainus alle ore 20:49 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: memorie del vento


venerdì, 17 giugno 2005

nel caffè nero, un remo, sciolgo sabbie di canne
negli occhi, un'ingresso - alle tue maree

postato da lainus alle ore 20:09 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: vento stretto


lunedì, 06 giugno 2005

Per un Elfo a cavallo del suo aeroplano, che ripete
le parole, e ride..ride, saltellando

possono serbare memoria, le mani?
se si, una adesso avrebbe uno sguardo
dopo avere cercato, come un cieco, di definire la pulsazione
il fiato trattenuto, il calore sospeso

puo' una cantilena ripetuta
sentita dall'altra stanza
(mentre io sono con lo stomaco in bocca
sul ponte del battello in tempesta
nel mare dei miei succhi gastrici)
farti cosi tanta tenerezza
e gioia e allegria
da spingerti a ricordarti
come un salvagente gettato
nel grigio delle ondate/granchio?

ecco, apri il tappeto
togli le ditate sul vetro
scatti foto a noi due
e siamo dentro
il pulsare di una stella quasar
buco nero degli amori inseguiti
con i denti a sporgere
le gambe che corrono da sole
anche se siamo sdraiati insieme
sul tuo dromedario in forma di divano

postato da lainus alle ore 21:19 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: memorie del vento