Ti dicono: ecco, questa è la via, se fai così e così, poi sarai felice.
Tu sei piccola,in quel momento, e guardi senza pensare.
Ti vestono: ecco, sii un fiore per attirare le api
ma scegli quella giusta, e non dare il nettare prima che sia in trappola.
Tu scegli il nero, che risaltino solo i sentimenti
Ti preparano per soldi e onori o almeno dei figli
e tu inzi a tormentare un legno
legno e dita ,dita e legno
i suoni che vuoi far uscire
sono tra quelli impossibili:
quando il sole si sposta al mattino
le radici erbose che crescono
il rigurgito della civetta, dopo il pasto
ciò che resta del clamore del grillo, finita la notte.
Se il corpo non regge il peso
dei suoni, si frattura
Una crepa si allarga, un orlo sbreccato
e l'anfora che contiene l'anima
si ritrova vuota, un volo rimandato
uccello non alzato in volo
Allora ricominci, interroghi gli occhi
pensando se li prendo all'inizio
ste lune nascenti
i loro giorni forse saranno puliti,
azzurri, coevi di senso e felicità
Ti imponi di non far preferenze,
ma è nei porti stranieri, nella barca
di un bimbo coi capelli lisciati e bagnati da sè
che ti incagli, nel giorno, col piccolo sciacquettìo della risacca
gondola/nuvola, palo che si allontana- lui.
Mi piace, mi piace
come tenti il volo, non sapendoti ape/civetta/lucarino di vetro
agave macroacantha dei terreni aridi
resisti, rafforzati,suggendo piu linfe che puoi.
riproduciti con semine, polloni o bulbilli
E,lasciati vivere, se vuoi, da me
nell'intervallo che passa tra l'ascolto, lo sguardo e la parola.
dedicata a lei
categoria: dichiarazioni










