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domenica, 29 maggio 2005


Ti dicono: ecco, questa è la via, se fai così e così, poi sarai felice.
Tu sei piccola,in quel momento, e guardi senza pensare.

Ti vestono: ecco, sii un fiore per attirare le api
ma scegli quella giusta, e non dare il nettare prima che sia in trappola.
Tu scegli il nero, che risaltino solo i sentimenti

Ti preparano per soldi e onori o almeno dei figli
e tu inzi a tormentare un legno
legno e dita ,dita e legno
i suoni che vuoi far uscire
sono tra quelli impossibili:
quando il sole si sposta al mattino
le radici erbose che crescono
il rigurgito della civetta, dopo il pasto
ciò che resta del clamore del grillo, finita la notte.

Se il corpo non regge il peso
dei suoni, si frattura
Una crepa si allarga, un orlo sbreccato
e l'anfora che contiene l'anima
si ritrova vuota, un volo rimandato
uccello non alzato in volo

Allora ricominci, interroghi gli occhi
pensando se li prendo all'inizio
ste lune nascenti
i loro giorni forse saranno puliti,
azzurri, coevi di senso e felicità
Ti imponi di non far preferenze,
ma è nei porti stranieri, nella barca
di un bimbo coi capelli lisciati e bagnati da sè
che ti incagli, nel giorno, col piccolo sciacquettìo della risacca
gondola/nuvola, palo che si allontana- lui.

Mi piace, mi piace
come tenti il volo, non sapendoti ape/civetta/lucarino di vetro
agave macroacantha dei terreni aridi
resisti, rafforzati,suggendo piu linfe che puoi.
riproduciti con semine, polloni o bulbilli
E,lasciati vivere, se vuoi, da me
nell'intervallo che passa tra l'ascolto, lo sguardo e la parola.

dedicata a lei


postato da lainus alle ore 08:38 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: dichiarazioni


mercoledì, 18 maggio 2005

Poichè non ho il previlegio
di saper tenere la luna in tasca
nè la capacità di cogliere quando
la notte sfuma diventando giorno
conto gli scalini che faccio
tornando a casa
aspettando che siano diversi
di giorno in giorno

Poichè non imparerò mai
che le lune non ci stanno
nelle tasche
che è necessario saper
cogliere insieme buio e luce
forse una volta scenderò le scale
fingendo di salire
e il numero di gradini finalmente
sarà diverso.

Certo, è una fortuna, non abitare
a pian terreno, e infatti non sono stato mai di meno
del quarto piano
e con lunghe soste, un po' pensose
un po' simulate
mi sono premunito
di aver l'indirizzo scritto
a cui tornare.

postato da lainus alle ore 06:13 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: memorie del vento


lunedì, 16 maggio 2005

vanno, vengono come sguardi interrotti
un po' ascoltano,sembrano assorti
mi chiedono.Non rispondo.

Vero, falso, tu uomo, lei donna
non non come birra, questo non c'entra.

Mi guarda, come fossi uno Yak
lo guardo, mastico una palla di betel
per non sentire l'altura
mi porta verso le cime
gli dico raccogli almeno le vocali.

L'altra abbassa la voce
e con riguardo, indicandolo, mi chiede
lui viene per chiesa? Quanto resta?
Ma perchè non glielo chiedi tu, dicoio,
che vedi mai che tra thai e tibet
scoppi la pace?

lui la guarda erride, dice Buddah,china e Cha

postato da lainus alle ore 22:24 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: dichiarazioni


lunedì, 16 maggio 2005

Uno sfinimento si insinua , tenue
come un battente aperto

Monto a cavallo su di un monaco tibetano
che ride per ogni cosa e
mormora parole come sgranasse un rosario

dentro di me, in circolo, cadenze argentine
ballano improbabili tanghi con cio' che resta
di parole abbaiate, dialetti od onomatopee
Bevo acqua minerale cercando di trascinarle giù.

Quanto tempo è passato da quando gridavo
di passarmi il pallone, di tuffarmi per vanto
di accompagnarla a casa stringendola troppo forte?

Sono nelle pianure dell'Alentejo, con le parole che si stringono
come i covoni nel giallo ocra e nel blue maren
della risacca erbosa.
Lei guarda intimidita e se ne svola
come un passero con l'appiglio sbagliato
perso un verbo, un accento, una doppia.

Mi arroto come un serpente mambo
nella pelle scura del Sertao,che una brasiliana
sembri africana, non è insolito
Che io mi senta come il Barone Samedì
ad officiare un voodo, forse lo è di più

Ancora una volta, mi chiedo: come sono finito, qui?

 

postato da alp alle ore 21:16 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: vento incerto


giovedì, 05 maggio 2005
Richiamò l'eco del primo sorgere del sole
riprese l'ansito della rugiada incerta

e si distese, con la fronte verso le montagne,
come se dovesse delimitare il punto di caduta del vento.

"Spingi- Ismael- spingi
buttalo nel gran fragore del mondo
fai che il primo guaito suo si confonda
(aggrappato al fiato trattenuto).

Troverà Primavera, forse
e sorriso ne avrà, come d'abitudine

Ismael fermò lo sbuffo del Leviatano
nell'attimo stesso in cui l'arco
si preparava a cadere
e un'unica goccia fu,
prisma, ago duro d'acqua nell'asola celestre
sutura dimessa, pistillo fiorito in bocca.
postato da lainus alle ore 21:38 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: memorie del vento


martedì, 03 maggio 2005

Dentro, intorno, accanto

come una voce di dentro
mise gli occhiali scuri, guardò dritto verso il sole
e disse "Ora".

Sopra, sotto, di traverso

la gente non si accorse di niente,
gli uccelli continuarono il volo,
le lancette non mancarono il punto.
A quel momento esatto
lui sapeva che la storia stava lì.

Dentro, sotto, prima

come un cane annegato
o l'aria ripresa dopo che il cuore
ha perso il ritmo.
L'uomo prese l'unica rosa
presente in quella stanza
guardò in un punto impreciso alle sue spalle
e dichiarò il suo amore:

le lancette si fermarono nel punto esatto
del bordo del giorno
e la statua, si animò.

 

postato da alp alle ore 10:20 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: dichiarazioni


lunedì, 02 maggio 2005

Notte incisa a coltello
Seppia nel cocco cancellata con passi di danza
Effluvi sciami richiamati
dalle chiocce dei silenzi:

" Un uovo rosa desta sorpresa? "


La parte in ombra della foglia
richiede piu acqua.
Movimenti accennati dell'ape che rapina  zàgare.
Una goccia di ambra sigilla una domanda:

" Balli , mentre ti svesti al buio,
provando la voce alle distanze ? "

postato da lainus alle ore 06:41 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: vento stretto