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sabato, 30 aprile 2005

Hikmet, che staccavi bottoni sui vestiti smessi
che tenevi un piede sempre sollevato,
per non essere prigioniero della Terra..

Che sorridevi per primo agli sconosciuti
mentre aspettavi l'uccello pirata
col galeone delle briciole.

Hikmet, fiume sotterraneo nelle bocche delle ragazze
che hai raggiunto le montagne del Tibet
guardando un poco oltre la tua testa
e quando ne hai ricevuto un cenno d'intesa
hai trovato una caramella mou dove finisce l'arcobaleno.

Hikmet,  perso tra le ragazze berbere date in sposa
ai caproni analfabeti
affogato nelle  pozze  di verdi occhi concentrici
ti aspettano accanto a una rosa del deserto,
pietra dimenticata nella tasca
di un grembiule.

postato da lainus alle ore 08:08 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: dichiarazioni


martedì, 19 aprile 2005

Occhi Tarocchi , per lo sguardo traverso
Uno, Due- s'apre al sorriso
Lungo la linea dell' Orizzonte
s'avvicina al monte Atalante

Piuma Calamaio, per scritture gridate
Uno, Due - ripetine il Suono
Lungo la linea dell'orizzonte
s'avvicina quell'acqua

Voce Vetrata, che nascondi le ombre
Uno, Uno- ripete da solo
Lungo la linea quell' orizzonte
Occchio, Tarocco- Piuma Coltello.

postato da lainus alle ore 13:51 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: vento burla


lunedì, 18 aprile 2005
Toglievo panni stesi, temendo le nuvole
addensarsi con promesse di pioggia
e mi vedevo appeso alla tua finestra

Ascoltavo una musica che non conoscevo e
ti immaginavo davanti a una platea di grilli
e cicale e ragni sospesi:
dal brillìo dei loro occhi capivo
il valore che riuscivi a dare ai loro sguardi.

Impallidivo nell'ascoltarti evocare
i tuoi adolescenti assalti al cielo dele metafore
e mi consolavo ripensandoti come una solitaria
congiunzione astrale, come una corteccia con le linfe
a cielo aperto.

Io, vecchio raccoglitore di parole usate,
mi aggiravo come homeless balbuziente
nei quartieri disegnati dai voli di farfalle,
tirati a secco con le conchiglie.

Di ciascuna parola intendo gli armonici,
quelli che arrivano più su e più giù
della musica che sentono gli altri

postato da lainus alle ore 12:06 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: vento largo


mercoledì, 13 aprile 2005

Il filo nel labbro
è un filare di vigna, raccolgo ogni acino
(sono parole non dette).
è lo sguardo che slitta,
mai guardare negli occhi
(se non vuoi avere in cambio una vita)

Il filo nel labbro
dice che non posso parlare, mi chiedono
conto di non averli cercati
quasi fossero usciti, spersi, masticati
quasi fossero altri, i pochi, i fidati.

Il filo nel labbro
segna la carne più viva
mi graffia con l'aspro
(aceto in bottiglia?)
Fortuna che ascolto, come
un rumore di sempre, i tuoi toni
odorosi, ansimanti.

Si sperde il mio filo, masticando
(anche a vuoto). Resta una traccia,
segnata, trincea errante
dei sogni avanzati.

postato da lainus alle ore 12:15 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: vento incerto


mercoledì, 13 aprile 2005

L' uomo dalla bocca cucita
non può parlare e ascolta.
Ascolta l'erba che si muove
e nasconde onde introverse
e bolle sospese.

Ogni sguardo lo mette
nel suo cappello, come fosse una foglia.
Se lo mette in testa
e riprende i ricordi
ogni passo un ritorno:
fossile affiorato, bolla delicata
a cercare respiri.

L' uomo dalla bocca cucita
s'immerge nella pozza invitante
chiedendosi ragione di quel pezzo
di fuoco a cui s'impicca la vita.

Senza, non cammina, non mangia
non riesce a dormire.
Come un bisogno di sostenere
i paesaggi, un'urgenza di
tracciare binari per treni svagati.

Si accende quel legno, a contatto
con gli altri, ma è fumo costante
che parla anche da solo.
E' entrato nel sangue? E' rimasto
impigliato negli scambi amorosi?

Si, la bocca cucita si è
riempita di braci, ormai spente
e le ceneri rimaste non servono
neanche come letame dei campi.

Erano bolle di un'erba nell'acqua
foglie nel cappello
sguardi lasciati a riva,
dall'agitarsi degli altri.



postato da lainus alle ore 09:42 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: vento incerto


martedì, 12 aprile 2005

Inconsuete carezze, in luogo di foglie spostate
campane attutite tolgono voce agli uccelli che si cercano, disordinati
L'ombra sottende un'attesa
mentre guardo le tue mani tinte di( mi guardi come uva in tempo di vendemmia)muschio
Rimarrai come la promessa del sole nel fiato che svola, annuente?

postato da lainus alle ore 06:35 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: vento stretto


domenica, 03 aprile 2005
agli uomini delle stelle che hanno mani di filamenti di foglie e occhi da gufo
che di notte scavano lunghi corridoi sulle pareti dei grattacieli,ed entarno nei minuscoli pori della pelle come spore di piacere
 luci sulle mura e fino ai passi degli altri , fino alla schiena degli altri e si insinuano tra i capelli e suggono il nettare dai capezzoli
quelli che sono soli in una stanza, quelli che sentono una mano avvicinarsi
a disegnare nuove cartografie con segni incerti, perplessi nel sentirsi le onde nella pancia smuovere i mari interni
 in punta di piedi, sul pavimento, accanto al proprio letto...mentre la bocca bacia le labbra interne delle spiagge a cui è approdato
postato da alp alle ore 08:27 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: vento largo


sabato, 02 aprile 2005
cartomante in quel di Bruges, cercavo le mani , evitavo gli occhi nei sobbalzi d'umore
predicavo sorti quiete che non avessero a risvegliare i gufi e le civette che si covano dentro
mi accontentavo di un po' di pane, meglio se col formaggio.
Un giorno , nell'ozio, iniziai a cucire le storie
di quelle vite lette solo nelle mani
stavolta le bocche parlavano, ma non con suoni per tutti
piu che  altro erano scarti, deviazioni di strade- gesti dimenticati che io riesumavo
cucivo con filo leggero, sottile imbastitura da reggere fino al primo sforzo di libertà.
 
Dopo ti ho incontrata , non ho guardato le mani
non ho cucito una storia, troppo preso a rincorrere
venti e cieli e nastri di fortuna
e il tuo sorriso d'amore
ancora m'irrompe
come cavalli al galoppo
di 27 cosacchi del Don, innamorati
postato da lainus alle ore 00:12 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: dichiarazioni


venerdì, 01 aprile 2005

forse era il 1975 e un mio amico mi disse-vai, sto dentista è un po' burbero,
ma è un ex comandante partigiano e nel suo studio ha un ritratto di Lenin
Andai, era vero tutto, ma anche che oggi badava ai soldi.Pero' gli era rimasta come una identità passata da preservare, e lo faceva con forza e sgridate ai clienti, che non fossero donnicciole.
Nel tempo, aveva ceduto lo studio a due figli: uno, Danilo, sul borghese, amante come il padre della caccia
L'altro , Marco, tormentato, sensibile, che non aveva voluto diventare medico, come se gli ideali del padre fossero proseguiti in lui
e l'opportunismo affaristico nell'altro figlio.

Quando avevo avuto un brutto intervento, Marco aveva dimostrato empatia, e sensibilità..gli avevo regalato un libro.
L'avevo poi incontrato anche al cinema, a vedere un film che ci dichiarava simili
Cinque anni fa aveva dei disturbi alla schiena, ernia del disco.
Solo oggi ho saputo che l'operazione, banale, aveva fatto trovare metastasi di tumore al polmone.
Sono rimasto, inebetito, pensandolo lì, alto, magro, dinoccolato, figlio del 68, sparito cosi, e io non ne sapevo niente,
in sta citta di merda, impermeabile e provinciale

postato da lainus alle ore 09:20 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: memorie del vento