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domenica, 20 febbraio 2005

Il bianco, il bianco dell'occhio/ ma come , guardavo il cielo?
il blu, il blu del cielo/ non c'era niente dentro quell'occhio ?

Agli antichi schiavi veniva tagliata la testa se
alzavano lo sguardo verso l'Alto

Io guardo l'infinitamente piccolo che si muove
nelle cose che creano labirinti attorno alle mie scarpe.

Stanotte ho visto riunirsi il cielo, in due gocce di rugiada
 

postato da alp alle ore 10:38 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: memorie del vento


venerdì, 18 febbraio 2005
batti la pentola, shivtzel
che vedrai la gamba matta
muoversi da sola
le mucche cadere
dal cielo
e i gagji dell'imbianchino folle
spegnere  i mille soli che ci torturano 
postato da alp alle ore 23:57 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


venerdì, 18 febbraio 2005

 sette giorni e settantotto notti
hybris dell'auto-da-fè


Si narra che il venerabile Beda, Thanòs dell'ultima Thule
un giorno di ritorno sulla strada di Damasco,
incontrasse un mendicante fermo ai bordi della strada
intento a fissare un albero

Il venerabile Beda,che non per niente aveva decifrato gli ultimi
manoscritti in sanscrito trasmessi in forma di domande
a lui si rivolse come se avesse smarrito la linea dell'orizzonte

per sette giorni e settantotto notti
attese la risposta
Fino a che, al cadere di una foglia
il Thanòs dell'Ultima Thule
comprese di aver sbagliato tutto
nella decifrazione.

Solo allora, il mendicante, riprese il suo peregrinare
verso Oriente, lasciando il Venerabile
sul bordo della strada

 

postato da alp alle ore 23:02 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: dichiarazioni


venerdì, 18 febbraio 2005

piano-disse-fai piano
prendi delicatamente con l'indice
e il pollice la buccia interstiziale
e tira verso te

-Verso me, verso l'interno del mio
corpo?verso l'interno del mio orecchio?del mio..
e quando sentiro' i sussurri
delle radici svellersi di dosso il ghiaccio, e quando sentiro'
il gracidare interrotto da un presagio di acqua ?

piano-disse fai piano-
vedrai memorie,ricordi,esitazioni
venir via come pellicine macilente
ma - a quel punto dovrai..

Saro' all'altezza?

piano-disse-fai piano
sei già nel bozzolo nuovo, hai altro sguardo
e solo il colpo d'aria che irrompe nei tuoi polmoni
t'impedisce di vedere

il sinuoso formarsi di una nuova
epidermide,bolla d'aria
nel tuo uovo/mondo

 

postato da alp alle ore 22:41 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: vento stretto


venerdì, 18 febbraio 2005

Camminavo indolente con una meta, rimandata
Vidi un ragazzo, con le stampelle- trattenersi sul ciglio di una strada.E richiamare l’altro, piu avanzato
che voleva fuggire, liberarsi.

Il ragazzo avanzato torno’ indietro, e si mise accanto, remissivo
quello zoppo riprese il suo incedere claudicante, ma pieno di sé, e

riprese a  decidere la direzione delle strade.

 Mentre mi venne voglia di fermarmi, per cercare un passo in un libro,

di cui sentivo l’urgenza delle conferme

mi sorpresi a sentirmi richiamare

 Mi dicevano di tornare più indietro, di adattare il passo,
che avevo delle responsabilità,
che non si sfugge al claudicare della propria coscienza.

 Guardai il sole, presi gli occhiali e li misi in tasca.

Il tempo di cercare tra le pagine il passo cercato

e ricordare, fu un unico istante.

 Camminavo indolente, senza una meta, desiderante

Vidi un ragazzo, con le stampelle- attraversare il ciglio

Sopravvanzare l’altro, con un accenno di sorriso.

 

L’altro, rimase immobile, con il libro aperto

A cercarsi l’ombra.



 
postato da alp alle ore 20:17 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: vento largo


sabato, 12 febbraio 2005
 
treni scorrono, ondeggianti
balenii d'albe che si annunciano, e
incerte lampade/ volo di civetta
ah, la rugiada su quella spiaggia prosciugata d'erba

verso la direzione s'alzano i passeggeri,
cercando avanzamenti calcolati
schiere ributtate dalle morti a decimar casualmente

oh,ho visto gli occhi dell civetta,
ridacchiante. Mi aspettavi?
postato da alp alle ore 07:11 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: vento stretto


sabato, 12 febbraio 2005
la locomotiva andava correndo
su tutti i binari con scarti improvvisi e
casuali, ma

i passeggeri si inchinavano nella direzione del viaggio
per strappare un grumo di anticipo
alla fine della notte, e

un faro incontrò la cavità di un albero, uscì la civetta
ma il giorno non era ancora pronto, tanto che

la locomotiva raddrizzò invertendo la marcia;
i passeggeri si ritrovarono in piedi, in ritardo sugli amori mancati
la rugiada si stese come se reiniziasse la notte , come se

aspettasse di ricominciare, su quel treno
al finestrino
la civetta,ridacchiante
 
postato da alp alle ore 07:10 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: vento stretto


venerdì, 04 febbraio 2005
 

Ogni giorno, tra le 4 e le 6 meno dieci, O. entrava nella stanza della pittura.
Ogni giorno, a quell'ora, Y. si faceva trovare pronta, in piedi, per essere dipinta.

Y. indossava sempre tre vestiti e un cappotto, lungo, nero, stretto nelle spalle, sfiancato e largo verso il basso.
O, era cieco.Y non parlava ,e accettava a un solo scopo.

O doveva dipingere il volto di Y, ricostruendone il ritratto dopo che l'aveva vista un sola volta, per poche ore, e baciata.
Y accettava di buon grado, ma solo fino a quando non fosse riuscita a ritrovare un nodo sul collo di lui .

Lui si metteva a poca distanza, ma le regole erano di non toccarsi.
Lei doveva parlargli, ma le regole erano mai fare domande.

O. cercava di annusare il bianco di limone bagnato della bocca, e dipingeva un pezzo di collo, nel giallo
biancastro della pelle di lei.

Y. guardava le mani di lui impugnare i pennelli e avrebbe voluto vederne gli incavi, le palme, per saperne le sorti segrete segnate.
Gli sguardi di lei, erano nuvole nel cielo oscurato di lui, che ne intuiva i passaggi mutevoli,
e volte un arrivo di lacrime, trattenute.

I movimenti di lui erano nascondere ed eludere l'unico che avrebbe posto fine al ritratto.

Ogni giorno ,alle sei meno dieci, lui cancellava tutto col bianco del giallo rimastogli in bocca,
ogni giorno, alle sei meno dieci, lei si alzava senza aver visto la duna affiorare sul collo di lui.

Disse lei: da quando ti ho incontrato mi sono successe due morti in un giorno, ho lasciato un tiepido marito e cercato una casa.
Disse lui: da quando ti ho incontrata ho ripreso speranza di vedere, se solo sapro' ricostruire il tuo viso, cosi' come l'ho visto e ora l'immagino.


postato da alp alle ore 07:17 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: vento incerto