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venerdì, 31 dicembre 2004

Libreria

Abito sul retro di questa stanza.Davanti c’e’ un piccolo negozio dove si vendono libri usati e videocassette.Oltre agli scaffali,abbastanza disordinati,c’e’ un tavolino con sole tre sedie;e quadri-riproduzioni di quadri celebri.

Da molti anni vendo a clienti affezionati e occasionali,i piu’ graditi.

Loro vengono con l’intenzione di guardare se c’e qualcosa di interessante e quando vanno via,spesso,dimenticano di pagare:ma mi lasciano piccole storie.

Non me la passo troppo bene,con i soldi,ma per le storie non posso lamentarmi.

 

Storia della lebbra nella pelle.

 

Alta,di carnagione scura,cercava un libro di Coelho,sui guerrieri della luce.

-Non ce l’ho,mi spiace,pero’ ho letto qualcosa..mi dica,lei che è del suo paese,pensa che ci creda in quello che scrive,o e’ solo un “furbo”

Lei mi guardo’ con calma,sorrise un po’ a disagio,e cambiando il peso sulla gamba mi rispose che al cuore bisogna crederci.Lei non sarebbe lì,altrimenti.

-A cercare un libro?

-No,sposata qui in Italia, con un italiano, mentre, partita dal brasile per fare l’infermiera,lo incontro’ in Africa.

-Era difficile la vita in Africa, per lei?

-difficile era curare con poche cose il cancro della pelle nei bambini,la mancanza di medicine,la poverta’.Ma sentivo di essere nel posto giusto.

-E poi,ha conosciuto..il suo futuro marito

-         Dopo 8 anni,lui e’ venuto li dall’Italia,ci siamo incontrati a meta strada

Tra il suo paese e il mio.Dopo 3 mesi mi trasferivo in italia.

-Che fortuna e che coraggio,ma non ha mai avuto paura di sbagliare?

-         No,mi e’ solo spiaciuto,ora che ho un bimbo di un anno, di non averlo

incontrato prima.

-per il libro,vuole che chieda in giro?

Non importa,tornero’ a trovarla,mi piace aspettare che qualcuno abbia finito

di leggere lo stesso libro che io sto cercando.

Sara come ritrovare un amico,che non sentivo da tempo

  1995

postato da lainus alle ore 10:55 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: memorie del vento


venerdì, 31 dicembre 2004

“Al cuore,Ramon..mira al cuore” da un film di Sergio Leone.

 

 

Questa e’ una storia ne’ allegra, ne’ triste, che mi raccontò un giorno un ragazzo americano, Tom.

Non era capitata a lui, ma a un suo amico, figlio di italiani emigrati negli Stati Uniti.

La storia era semplice e graziosa, e Tom la raccontava fermandosi spesso, facendo domande, non si aspettava risposte.

Mi e’ sempre piaciuto ascoltare le storie, e per esperienza so, che tra tutte le parole che a fatica si dicono, per farsi capire, ci son sempre due o tre piu’ splendenti delle altre.

Non è facile riconoscerle, bisogna saper aspettare, perché niente segnala quando verranno.

La storia doveva essere capitata ad amici del padre di questo ragazzo, Bryan Panzone, e lui la riportava come una favola, una leggenda metropolitana…un odore di basilico che non si trova piu’.

Lui, perditempo

Da piccolo leggeva tutti i giornalini che trovava.

Un giorno chiese al padre,mi compri un libro?al mercato dell’usato?

Lui rispose,una volta vieni tu,sono tutti lì per terra.

 

Quest’immagine dei libri accatastati per le strade gli rimase nella memoria,e ancora

oggi cerca quell’Eldorado della lettura.

Sarebbe bello,si disse, se potessimo vivere i ricordi dei sogni che abbiamo avuto.

 

Cresciuto,durante una riunione di tanta gente,chiese ad un’amica con cui avevano giocato

da piccoli-vieni stasera,al cinema con me?Mi spiace,non posso.

Vengo io,si intromise l’amica.Si misero insieme per cinque anni.

Lei abortì due volte.

Lui esaurì i figli che gli erano stati messi da parte.

 

Un giorno lui le disse che tra loro non andava bene, lei

non faceva niente, lui aveva tante idee e cose da realizzare.

Perché, invece di far solo la baby-sitter ,non t’iscrivi all’Università?

Vorrei tornare nella pancia di mia madre, rispose lei, e si lasciarono.

1995

postato da lainus alle ore 10:48 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: memorie del vento


venerdì, 31 dicembre 2004

Donna1

Se avevi bisogno di qualcuno che si ricordasse, tra i suoi

molteplici impegni,anche i tuoi malanni

Lei, c’era.

Dimenticava molte cose pratiche, una verdura sul tetto della

Macchina,viaggiando,o l’immondizia da buttare.

Ma ,una volta inserito nella sua lista mentale delle persone

Da assistere,il tempo lo trovava.

E nel gruppo di amici lei era quella che toglieva

Le crepe nelle relazioni traballanti,parlando con

Finta leggerezza,rivolgendosi a coloro che sapeva piu

Difficili,piu pronti ai litigi.

Per sé,riservava il momento di addormentarsi,lungo,solitario

Come una preghiera laica ripetuta tra le altre,

credente non bigotta, ma impaurita

dalle piccolezze degli uomini di fronte al creato

Non era bella, non era..brutta

Ti chiedeva di non soffermarti su di lei, perche aveva corde profonde

E ben nascoste alla superficie

Un giorno,solo quel giorno, vidi i suoi occhi farsi

Dolcissimi e sognanti e mi diede un bacio soffuso

Negli anni a seguire,tradita nelle sue aspettative,

non mi chiese mai di restituirle le promesse

per questo,ancora oggi, anche se con ruvida, sarcastica

amarezza, rimane nei miei pressi.Solo,senza piu’ promesse.

(1995)

postato da lainus alle ore 10:44 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: memorie del vento


venerdì, 31 dicembre 2004

Aspettando, tra i cambi di stagione

Era stata l’espressione dei suoi occhi , ad averlo colpito.

Un modo di guardare gli altri dolce, attutito, come ad evitare loro sbalzi troppo bruschi nelle traiettorie dei sentimenti.

E i capelli rossi, morbidi, creavano col viso e col colore dei vestiti un’armonia: nel pieno dell’estate la natura si trasforma nelle tinte gridate e tenui dell’autunno.

E’ un momento magico:nei boschi i colori incantano,nelle donne la forza delle passioni si rafforza e diventa piu meditata, con giuste pause, e consapevolezze.

Non si soffermava su di lui.

Era troppo presa, allora, a chiedere conto di un rapporto mancato con il compagno del momento.

A dispetto dell’eleganza esterna, i suoi moti interni erano troppo spesso in disordine: improvvise e prolungate depressioni, rapporti vuoti, ingannevoli.

Poi c’era stata una primula, una piantina data senza grosse possibilità di essere scambiata per teatrale corteggiamento,ed era arrivata allo stomaco di lei, inaspettata.

Non era pronta per un gesto così, che sapesse arrivare sotto quella superficie di grazioso distacco.

Era poi avvenuto che i due diventassero una coppia. A distanza di due anni, quell’iniziale momento di sospensione, come un rigagnolo indocile, trovava ancora un modo di incresparsi, e riapparire.

Tra le fotografie depositate nella memoria di lei, alcune rendevano conto di quello sguardo di distaccata umanità.

In una c’era una bambina immobilizzata nel gesso, a cinque anni,mentre impara,a quel momento, a camminare

Ed è tutta graziosa,e dolce, e forse impaurita dal fascino di un mondo che si puo’ catturare solo mettendosi in movimento, cercando sintonie.

Nella seconda fotografia c’è lei,giovane donna incinta, senza piu’ principe, ricoverata in ospedale per una operazione alla schiena,incurvata dalle anche malformate.

Aveva dovuto abortire e drizzarsi la schiena. Altre furono le cicatrici.

Pure,come se la vita ci desse un unico libro da scrivere,riprese gli studi, e alla laurea segui un posto: insegnava a capirei suoni di un popolo straniero.

E nella terza fotografia,infine, eccola nel salone della casa ristrutturata,con mille angosce economiche e dubbi d’incapacità:superati, sempre, con piccole astuzie, scegliendo piccole parti, rendendole eleganti.

Adesso era lì,incerta, raccolta, concentrata nel bosco che si era costruita, a guardare: sotto la apparente levigatezza dei movimenti, i passi di oggi erano di tai chi ciuan.

(1995)


postato da lainus alle ore 10:33 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: memorie del vento


martedì, 28 dicembre 2004

L ' asfodelo

con un guanto dei piatti, in una mano
per riordinare il libri nel caos primigenio che creo,
foresta di bush sudafricana nella mia stanza da letto

sposto i cinque paia di calzettoni nuovi, ennesimo regalo che non metterò
e penso a quanti anni le rimangono, e che cosa vuol dire per lei 4, cinque. 10 anni.

Mi tolgo il guanto, attacco la lavatrice, il golf sà troppo di sigaro - persino per me
i piatti attendono, si sporcano in continuazione
ma perchè non mi decido per una lavapiatti
nonostante cerchi di mangiare in vaschette deperibili, mi dimentico di comprarle

si, billie, lega tu..questo spazio limitato, disordinato, incrostato di rabbia, disagio, disperazione
e attesa serena

fammi vedere come si puo' andare oltre, con la voce, con la musica, con i colori blu
in tutte le tonalità
signora dlel blues, oggi, ma prima sei stata una donna invisibile, meretrice..per alcuni
(che parola antiquata da antico testamento..)

dai billie, scrivi, canta, riordina, e passa oltre
non serve spiegare perchè
mentre molte orecchie non potranno più ascoltarti

ancora qualcuno sta seduto per terra, rannicchiato
pensoso, mentre si svola come del fumo
il tuo raspare dimesso( o imperioso?)
contro l'oblìo..
















postato da lainus alle ore 16:23 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: vento stretto


lunedì, 27 dicembre 2004

L'isola degli incontri casuali: random.

Mentre cammino su quest'isola mi capita spesso di pensare ad altro.A comprare il detersivo,,alle camicie da stirare, agli impegni di lavoro.

Mi sveglio di colpo da questo automatismo, e, come macchina-flusso di coscienza desiderante, le parole mi attraversano.Come aria piu leggera dal fondo del mare.


Pesci/paura, pesci riti, granchi timori di sputtanarsi, polipi/abitudini difficili a scardinarsi

So che su quest'isola,in questo mare
si nascondono molte persone.

Ora mi fermo, per vedere se, in questo silenzio, riusciro' a sentire qualcuna di quelle voci/sussurro: random



postato da lainus alle ore 08:40 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: memorie del vento


lunedì, 27 dicembre 2004

l'Isola dei quasi adatti.

Se chiedi chi ci abita,nessuno ti risponderà
Se cerchi di capirlo,sprecherai il tuo tempo.
Comincia ad ammetterlo per te,vedrai una moltitudine apparire poco a poco.

E' un isola non piacevole, non attraente, puzza, non è politicamente corretta, nessuno la sceglierebbe mai come meta, eppure è molto densamente popolata. Da chi?

Dalle persone che vivono, quotidianamente, indecise:tra continuare malamente un rapporto, e scegliere di rompere-loro vivono perennemente sul bordo.

dalle persone che non credono più alle novità, all'amore, alle nuove conoscenze, al cambiare e da quelle che corrono sempre per non venire in fotografia, devono avere sempre qualcosa da fare, per non provare l'angoscia del sentirsi lì, sul bordo.

Perchè, sai, tutti noi, prima o poi, adesso -domani, un domani non ancora passato, ci siamo sentiti sempre solo quasi..quasi adatti


 




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categoria: memorie del vento


lunedì, 27 dicembre 2004

Le isole dello sguardo incerto

Dure.Nere.Non concedono requie. Se credevi di trovare sabbie dorate

non avrai che sussulti, spaventi trattenuti.

Ti chiederai perchè, non questo, non ora.

Ma.

Lavediquellaicertaincrespaturasull'ondachesembracieloma.

Ma.

Ecco, il peso dell'anima, quando il corpo smette d'essere mare.

postato da lainus alle ore 08:31 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: memorie del vento


sabato, 18 dicembre 2004

scrutavo le stelle, cercavo pianeti, pensavo a comete che
potessero apparire
se pronto, io, a cercarne la coda.

Tenevo il mio battello pronto
alla fonda, agitato dai movimenti nella
bottiglia, invisibile agli altri.

Su tutto vegliava un pianeta, che fosse
non mi chiedevo
Altro da noi, e questo poco, bastava.

Inquieto ascoltavo il verso del gufo
dialogare con la civetta, il barbagianni
muezzin calato dai minereti
mi chiamava al contagio,
neppure mi sottraevo con affanno,
solo un volgere il capo.

E' stato solo quando , sul segno preciso
sul segno dei dodici
variati e mutanti
lo sguardo veggente mi ha trapassato
solo allora, con sguardo a cadere
ho sentito pronunciare richieste decise.
Ho interrotto il destino.


















postato da lainus alle ore 18:19 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: dichiarazioni


mercoledì, 15 dicembre 2004

ormai strappiamo neri alle notti
e all'alba precediamo i ritiri forzati
delle oscurità

oggi ho litigato con una nera che
aveva torto
contro gli altri italiani

ma tu dimmi se doveva toccare a me

una nera che sfrutta il
presunto razzismo

per costringrere, me,

a capire che lei

nigeriana truccata da vamp

non sopporta che non le riservino sempre

le attenzioni dovute

che razza di mondo alla rovescia, nella mia

e non solo mia

testa.






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categoria: vento incerto


domenica, 12 dicembre 2004

"Per delicatezza..ho perduto la mia vita"

una macchina che accelera
per evitare la lavavetri rom

chè poi non le bastano i soldi, e te ne chiede ancora


due marocchini su una panchina, che puzzano
e bevono, e ti chiedono una sigaretta
che non fatichi a negare

di quanti piccoli dolori si deve incrostare
ancora
la nostra pelle

prima di scegliere?

Voglio essere considerato scemo
ma non star male
per essere stato vittima della mia paura

voglio essere considerato debole
ma non indurirmi fino al punto
di chiudere ogni possibile incontro

Non è religioso senso di carità
è dovere quotidiano di preservare
la propria quota di "delicatezza"
moneta che si scambia senza
tornaconto, tra noi, emarginati.















postato da lainus alle ore 21:29 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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martedì, 07 dicembre 2004

Gli aironi


Sotto un portico di casermone popolare
due vecchi camminano, tenendo a braccetto
l'abitudine e le strade

Lei ha un'impermeabile grosso a sembrare cappotto
lui una giacca bastante, e per il freddo calzerotti di lana
di lei, ultima moda, olè.

Ricco menù, la sera, gallette nel latte
o formaggio e fette di pane.

"Oggi abbiamo mangiato proprio come si usava alla vigilia,
pasta e broccoli con le acciughe"

Quando ha aperto la finestra, per cambiare l'aria
ho visto uscire le masserie del sud, la loro gioventù
come se stessero su una gamba, quella non malata,
aironi in attesa di svernare, nei ricordi.

 

 

 

 


 












postato da lainus alle ore 22:09 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: memorie del vento


lunedì, 06 dicembre 2004

Cuccuruccù Paloma...

Circondato da inconsuete carezze
l'albero distese i suoi rami
fino a toccare suolo con zampe di gufi e barbagianni

Si guardarono attorno, fissarono la luna
un ranocchio finse di scappare

A quel momento ,cerimonia imprevista, dai rami si porse
finissima tela, argentea odorosa

Ritrasse: i suoi rami, la collana, la gemma
impreziositi dal pasto di ucceli, rapaci

Inghiottita la luna, tornò
un nuovo canto.

 







postato da lainus alle ore 23:20 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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lunedì, 06 dicembre 2004

Eleanor Rigby


Eleanor Rigby, sogno sognato senza sapere del potere
del sonno
tra birre non bevute, non sapendone il gusto, spiagge immense solo per me
con ragazze che donavano il piccolo reggiseno
e risate trattenute dall'elastico

Eleanor Rigby, onde cavalcate come un vascello, gommapiuma sgonfio da dormirci in macchina,
dove mangiavamo, sotto l'ombrellone
con i servizi nell'aperto canneto

Eleanor rigby, che ti sentivo nelle notti fredde vicino al fuoco, jeans contro jeans, tutta la notte sveglio a sentire
abbacinato il culo della sconosciuta
paralizzato dalla grandezza dei miei desideri.
canta ancora per me, nella notte, sull'onda, attorno al fuoco, nella macchina che si muove
nel tempo/silenzio
delle musiche che ci hanno divezzati.













postato da lainus alle ore 19:59 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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lunedì, 06 dicembre 2004

Rimane..? Resta qualcosa ?

Consideriamo le parole, le parole che usiamo
cibi distratti, raccomandate a volte senza ricevuta

A volte ci viene voglia (ma passa,subito)
di non rivolgerci a cio' che  si esprime con balbettii cestinati.

Guardiamo, pensiamo, cerchiamo di non passare di mano in mano
merce scaduta (si, ci proviamo, a volte).

Ma è solo quando anche se non vuoi qualcosa scatta e converge
in quell'unico istante che credevi passato e invece ti spinge avanti

solo mentre stai affannato a vedere - e invece dovevi sentire
 mentre stai ascoltando ed invece tutto è diventato silenzio
(i tuoi peli han capito per primi, ritti ed intenti a diffondere imprinting)

Ecco. E' successo. E' accaduto qualcosa, un rovescio degli occhi
uno sguardo di dentro, un tenere di fiato in saliva
bambino adulto vecchio, o. O.

Scintilla cadente
dalla terra fino a te,
scannato nel cielo.












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categoria: vento stretto


lunedì, 06 dicembre 2004

Un'occasione di vento

Vento, negli occhi dei gufi, come vecchi Sufi
veggente cieca di un gioco datato

Vento, largo in cerchi,abbracci nelle fessure
delle persone invisibili, senza poteri, senza linguaggi
che escono di notte, dormono di giorno, spirano
ricordati dai pochi

Vento stretto, difficoltà di parlarsi
difficile a capirsi
pure con sue ragioni da cercare
pochi ingressi, difficili a dirsi

Vento incerto, carico di incendi
non sa se levarsi
attende
misconosce orizzonti, cieli, proclami
s'alza per uno scherzo, si cheta con un sorriso,
sfuggito.













postato da lainus alle ore 11:16 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: dichiarazioni


lunedì, 06 dicembre 2004
Un ragazzo in tuta bianca, da muratore.Testa rasata, con una cresta di capelli. La sua vita libera è in quella cresta, con quella lui dichiara al mondo la sua parte di : unicità.
Sarà stato espulso dalla scuola, avrà l'ultimo modello di telefonino.
Non avrà ancora fatto il militare, ma nel caso forse si offrirebbe volontario per guadagnare di più.
C'e' sempre il modo di cavarsela, pensa lui, basta stare in stand-by..


postato da lainus alle ore 09:36 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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